Versione dixi
di Carlotta Fresi

L’Aillag è nel suo insieme divisa in tre parti, le quali sono abitate dai Nendoret, dai Ghinaz e dai Lettemani.

Nella regione centrale, tra il fiume Nendù e il fiume Pellearet, vivono i Nendoret, in quindici tribù.

I Nendoret sono pastori e per questo con grande gioia costruiscono ponti per volpi.

I Nendoret sono capeggiati da un capo con un copricapo che viene eletto ogni notte di luna piena. Egli pronuncia davanti agli altari brevi preghiere e compie grandiosi sacrifici. D’altro canto, bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto. 

A ovest del Pellearet vivono i Ghinaz. I Ghinaz sono ottimi cacciatori. Essi suonano i corni di battaglia discretamente e nelle alte mura guardano la pianura, mentre bevono vino con pere, eppure adorano déi simili ai nostri, nonostante le grandi ali del loro capo che siede su un trono d’oro con gioielli che vengono da miniere lontane le quali appartengono ai Leusci ma ciò nonostante risultano un popolo pacifico; pur tuttavia, i ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori.

La terza regione in cui è divisa l’Aillag è Sinistra. Ha montagne aspre e irsute, fiumi con grande acqua pericolosi e dei prati da maggese. La Sinistra è abitata dalla città dei Lettemani, che ora sono trucidati con grande versamento di sangue. 

Una parte dei Lettemani combatte sotto un condottiero il cui nome è Belloncio, con un leone bianco femmina in battaglia che garrisce con il cielo azzurro.

Un giorno occorrerà che Belloncio verrà catturato con una grande trappola e grande dispendio di uomini soldati e con le catene condotto.